Jean-Marie Lustiger: p. Rougé (segretario), “anzitutto un credente che viveva del suo rapporto con Dio”

“Il cardinale è stato anzitutto un credente che viveva del suo rapporto con Dio”. Padre Matthieu Rougé, attualmente prete della parrocchia parigina di Saint-Ferdinand des Ternes, dal 2000 al 2003 segretario particolare del cardinale Jean-Marie Lustiger, ricorda l’arcivescovo emerito di Parigi a dieci anni dalla morte avvenuta il 5 agosto 2007. Jean-Marie Lustiger, arcivescovo di Parigi dal 1981 al 2005, era nato nella capitale francese nel 1926 da genitori ebrei polacchi. Sua madre morì ad Auschwitz. Convertitosi al cattolicesimo venne ordinato sacerdote nel 1954, successivamente eletto vescovo d’Orléans e arcivescovo di Parigi. Nel 1983 Giovanni Paolo II lo nominò cardinale. In un’intervista pubblicata sul sito della Conferenza episcopale francese, p. Rougé racconta che pochi mesi prima della sua morte, il cardinale gli disse di essere certo che “tutto il bene che aveva potuto compiere era opera di Dio e tutto il male che aveva potuto fare era la sua resistenza all’opera di Dio”. La sua fede aveva “un’umiltà spirituale di fondo”. Quanto al rapporto con le sue radici ebraiche, “è stato un uomo estremamente pudico, ma profondamente ferito dalla morte della madre”, spiega p. Rougé. La sua nomina ad arcivescovo di Parigi “venne in un primo tempo accolta male dagli ambienti ebraici, ma venticinque anni dopo diventò una personalità molto riconosciuta e apprezzata della comunità ebraica. Era molto grato a Dio del cammino percorso ed anche del sostegno di Papa Giovanni Paolo II”.


 

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