Giornali Fisc: attacco all’“Avvenire di Calabria”. Don Imeneo (direttore), “raddoppiamo il nostro impegno a favore della legalità e della giustizia”

“Raddoppiamo il nostro impegno a favore della legalità e della giustizia sociale”. Don Davide Imeneo, direttore dell’“Avvenire di Calabria”, settimanale dell’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, federato alla Fisc, non è intimorito dall’attacco ricevuto dal giornale nei giorni scorsi, ma reso noto ieri da “Avvenire”, con cui il settimanale viene pubblicato e distribuito. Ignoti hanno forzato l’ingresso della redazione, senza rubare nulla, ma manomettendo il sistema di videosorveglianza. In una dichiarazione al Sir, Imeneo ricorda che “il nostro giornale opera in un contesto profondamente segnato dalla criminalità organizzata. Abbiamo una vocazione chiara: impedire alla criminalità di estendere i suoi tentacoli sulla parte ancora buona della società”. Per questo, “abbiamo sposato e fatto nostra la causa del presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, dottor Roberto Di Bella, che ha avviato una nuova esperienza di tutela dei figli di ‘ndrangheta: la sospensione della responsabilità genitoriale per i mafiosi”. “L’Avvenire di Calabria”, prosegue il direttore, “ormai da svariati mesi, collabora col Tribunale per i minorenni attraverso la promozione di un corso di formazione al giornalismo per i ragazzi della comunità ministeriale. È un’occasione straordinaria di formazione e promozione umana: la ‘ndrangheta non si sconfigge soltanto con la soppressione o la confisca dei beni, ma anche privandola degli ‘allievi’, dei ‘mafiosi aspiranti’ che – se incontrano le persone giuste sul loro cammino probabilmente non diventeranno i mafiosi di domani”. In questa “sfida educativa”, conclude Imeneo, “il nostro settimanale gioca un ruolo cruciale, favorisce l’acquisizione di uno sguardo nuovo sul mondo”.

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