Giornali Fisc: attacco all’“Avvenire di Calabria”. Don Bianchi (settimanali), “giornalismo non di maniera. A qualcuno dà fastidio”

“Quando un giornale fa il suo dovere, si occupa del suo territorio, della sua gente, si trova a evidenziare aspetti della vita che possono anche infastidire coloro che non hanno a cuore il bene della comunità ma solo i loro interessi. È la logica del Vangelo che ci spinge ad accendere i riflettori su ciò che altri non vogliono vedere o non vogliono farci vedere”. Così don Adriano Bianchi, direttore del settimanale della diocesi di Brescia (“La Voce del Popolo”) e presidente della Fisc (la Federazione cui fanno capo 191 testate cattoliche), in un messaggio di solidarietà all’“Avvenire di Calabria”, il settimanale dell’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, dopo l’attacco subito nei giorni scorsi, ma di cui si è avuta notizia ieri. Ignoti hanno forzato l’ingresso della redazione, senza rubare nulla, ma manomettendo il sistema di videosorveglianza. “Con coraggio e saggezza – dichiara Bianchi al Sir – il settimanale di Reggio Calabria-Bova, come tanti settimanali diocesani nei loro territori, sta cercando di dare il suo contributo a una società più giusta e solidale attraverso un giornalismo non di maniera. Inevitabilmente questo a qualcuno dà fastidio. Di questo giornalismo però il Paese non può fare a meno. Sostenerlo e incoraggiarlo significa decidere di mantenere vive, anche a livello periferico, delle testate che siano autentici presidi di cultura democratica e pluralismo”. “L’Avvenire di Calabria”, conclude il presidente Fisc, con “il suo impegno”, “ci aiuta oggi a non smarrire questa vocazione, che sentiamo nostra e che provoca anche tutta la comunicazione che dice riferimento alle Chiese locali, perché non si chiuda a una mera informazione ‘ecclesiastica’, ma riprenda con coraggio il racconto della vita di tutti, a partire dai più deboli”.

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