Famiglia: mons. Galantino, “non è il malato della nostra società, è la cura”

“Oggi fare famiglia sembra proprio essere affare da eroi”. È quanto afferma mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore”. Galantino osserva che “i sogni di tanti nostri giovani sono semplici: un lavoro, una casa, dei figli”. Raccontando la sua recente esperienza con le famiglie, il segretario generale della Cei rivela che “mi sono reso conto che la famiglia non è il malato della nostra società. Ne è la cura”. “Le famiglie – spiega – producono ricchezza, anche economica. Concorrono naturalmente alle spese pubbliche facendo, così, risparmiare lo Stato”. “Le famiglie come le imprese e, più delle imprese rischiano”, aggiunge Galantino, rilevando che “sanno bene che una delle prime cause di povertà, oggi in Italia, è mettere al mondo un figlio, eppure corrono il rischio. Perché è più bello che difficile”. “Quante storie di donne costrette a nascondere il pancione per evitare il licenziamento! Quanti racconti di precarietà e di fatica anche solo per cercare di arrivare a fine mese”, denuncia il segretario generale della Cei. Di fronte a questa situazione del Paese, secondo Galantino “una speranza è riposta da tanti nella prossima Conferenza nazionale sulla famiglia. Occasione importante per approfondire i temi della natalità e di una fiscalità che, finalmente metta al centro la famiglia”. “Penso che chi ha responsabilità di governo abbia tutto l’interesse a restituire la centralità dovuta a questo vero motore del futuro”, auspica il segretario generale. Sono necessari “non elemosina, ma giustizia e riconoscimento per la famiglia; bene comune che assicura futuro”.

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