Venezuela: card. Porras (Mérida), “Costituente realtà illegale, immorale e illegittima, ma non è troppo tardi per ascoltare il popolo”

“La Costituente è viziata da tutte le parti, una realtà illegale, immorale e illegittima”. Nel giorno dell’insediamento, tra gli scontri, dell’Assemblea voluta dal presidente venezuelano Nicolas Maduro ed eletta domenica scorsa, il cardinale Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida, interviene con un comunicato diffuso dall’ufficio stampa della Conferenza episcopale venezuelana: “Quando la condotta umana non è guidata da solidi principi, condivisi e approvati dalla collettività, si entra nel campo della delinquenza. In questo caso l’unica norma diventa il capriccio prodotto da interessi che feriscono il bene comune”. E prosegue: “I dieci comandamenti non sono un codice per gli eccellenti, ma piuttosto un’etica minima che possa permettere la convivenza pacifica, il mutuo rispetto e la possibilità di una reale uguaglianza tra tutti i membri di una società. Esigere o porre come norma il non uccidere, il non mentire, il non dire il falso non è un codice eroico, ma un comportamento normale”. Proprio quello che non accade in Venezuela, dove “stiamo vivendo un processo costituente viziato da tutte le parti”, poiché esso, argomenta il card. Porras, al di là della legge che viene dall’alto, non rispetta minimamente i criteri che stanno alla base della sovranità popolare. “Sono stati tanti gli errori commessi, l’Assemblea costituente diventa un consesso parziale che rappresenta solo se stessa, non certo il popolo, e pertanto non può pretendere di guidare la vita di tutta la nazione”.

L’illegalità della Costituente è infatti rivelata da numerosi esempi, “dalla sua convocazione fino alla proclamazione dei risultati”. Per il card. Porras, “si è disegnato uno schema elettorale chiaramente parziale, già inclinato verso una sola opzione, con categorie che si ponevano fuori dalla legge”. Ancora più grave, quando il popolo ha manifestato il suo dissenso il potere “ha usato la forza in modo indiscriminato”, arrivando a causare numerose vittime. In questo momento la credibilità e la fiducia negli organi giudiziari, nelle istituzioni politiche e nelle commissioni elettorali “sono precipitate a livelli impensabili”. Perciò, “siamo di fronte a una realtà, illegale, immorale, illegittima”, tutti i suoi atti “sono irrilevanti e il tentare di imporli con la forza non genererà altro che una conflittualità maggiore di quella che abbiamo finora vissuto”. Tuttavia, non è mai troppo tardi per correggere la linea e dare il giusto peso alla volontà sovrana del popolo”.

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