Sequestro nave Iuventa: don De Robertis (Migrantes), “non può far dimenticare il lavoro che le ong fanno per salvare vite umane”

“Se quanto affermato si dimostrasse vero è un fatto molto grave che va impedito e sanzionato. Ma questo non può farci dimenticare il grande lavoro che tanti volontari e le ong fanno per salvare vite umane”. Lo ha affermato don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, in un’intervista a Radio Vaticana a seguito del sequestro della nave Iuventa, una delle imbarcazioni dell’Ong tedesca Jugend Rettet impegnata nel Mediterraneo per il recupero e salvataggio dei migranti. Riferendosi all’impegno delle Ong, De Robertis ha ricordato “la gratitudine che dobbiamo loro perché stanno supplendo al dovere che dovrebbe essere degli Stati dell’Unione Europea”. Per il direttore di Fondazione Migrantes, “il grande scandalo che rischiamo di dimenticare è che continuano le morti in mare, anche dopo l’appello che fece Papa Francesco a Lampedusa”. “Il grande scandalo è l’indifferenza e l’impotenza dell’Unione Europea verso persone che fuggono da guerre e da persecuzioni, che sono in pericolo di vita, e che devono continuare ad affidarsi a delinquenti perché l’Unione Europea non è capace di offrire loro, così come è loro diritto, un modo sicuro di trovare salvezza”. Rispetto al Codice di condotta per le Ong, De Robertis afferma che “delle regole ci devono essere, vanno condivise e discusse insieme”. “È ammirevole la Guardia costiera italiana per quello che fa, ma evidentemente non ha mezzi e uomini sufficienti per compiere il suo dovere”. Per quanto riguarda invece l’aiuto che l’Italia fornirà alla Guardia costiera libica nel contrasto ai trafficanti, “mi lascia perplesso”. “Se noi abbiamo veramente a cuore la vita di queste persone, fermarle in Libia, dove i migranti subiscono le peggiori violenze, significa fermarli in un lager”. “Non basta mantenere in Libia le persone perché questa realtà svanisca. Vogliamo un’Europa che non chiuda gli occhi di fronte alla realtà del nostro tempo, cominciando a chiudere il traffico delle armi che è una delle cause di tutto ciò che sta accadendo”.

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