Migranti: Impagliazzo (Comunità di Sant’Egidio), “le polemiche di questi giorni non aiutano a dare risposte”

“Le polemiche di questi giorni non aiutano a dare risposte alla questione migratoria. Perché è di risposte che abbiamo bisogno e non di continue polemiche. Una di queste sono i corridoi umanitari che non solo rispondono alla grande crisi umanitaria dalla guerra in Siria o dalle terribili condizioni nel Corno d’Africa, ma sono anche liberazione dai mercanti di vite umane”. È quanto scrive Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in un editoriale pubblicato oggi da “Avvenire”. Impagliazzo rileva come con “il messaggio subliminale che le persone approdate in Italia sono comunque troppe” si “contribuisce ad alimentare l’allarme sociale”. “Più raramente o molto poco, si parla delle proporzioni della straziante carneficina che è l’attraversamento del Mediterraneo”. “Eppure – osserva Impagliazzo – i morti in mare rappresentano una ferita, che brucia e fa male”. Per il presidente di Sant’Egidio, “di fronte a tante notizie di dolore, sembra che la nostra società abbia perso la capacità di piangere. Eppure il vero allarme e il punto di partenza di ogni ragionamento è – e dovrebbe essere per tutti – il dolore per la perdita di queste vite”. Impagliazzo rileva anche che “molto è stato fatto dagli ultimi governi italiani, attraverso la Guardia costiera e la Marina militare per salvare vite nel Mediterraneo” e “significativa è l’opera di Ong italiane e internazionali a sostegno di queste operazioni di salvataggio”. “Ciò che più preoccupa è che – da parte di alcuni esponenti del mondo politico, intellettuale e informativo – si continui a diffondere il sospetto sull’opera di salvataggio di queste organizzazioni che operano nel totale rispetto delle leggi internazionali e di quelle più antiche del mare”. Il presidente di Sant’Egidio rilancia “l’iniziativa dei corridoi umanitari, partita nel gennaio del 2016” e che “aprono al tema della sponsorship da introdurre in Italia e a quello di ricongiungimenti familiari più ampi e semplici”. “Dai corridoi s’intravede un modello ben regolato di governo delle richieste di asilo”, evidenzia Impagliazzo, sottolineando che “va inoltre affrontato il tema più complessivo delle vie legali d’ingresso di migranti, anche attraverso quote, vera alternativa all’illegalità e alle tragedie”.

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