Ebrei: Di Segni (rabbino capo Roma) su documento consegnato al Papa, “possibilità di fare insieme alla Chiesa cose concrete nel mondo”

“Il documento rappresenta la possibilità di fare insieme alla Chiesa delle cose concrete nel mondo”. Così il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, commenta il documento “Fra Gerusalemme e Roma” presentato oggi in Vaticano a Papa Francesco da una delegazione formata da tre delle principali istituzioni rabbiniche internazionali ebraiche: la Conferenza dei rabbini europei, il Rabbinato centrale d’Israele, il Consiglio rabbinico d’America. Secondo quando riportato dal portale dell’ebraismo italiano “Moked”, Di Segni ha definito l’incontro con il Papa “molto cordiale”. “Ma quello che è importante – aggiunge – è ciò che c’è dietro: una parte molto rilevante dell’ebraismo ortodosso ha trovato un accordo e prodotto un testo condiviso sul dialogo, riparando anche a documenti usciti in passato che contenevano aspetti discutibili dal punto di vista dottrinale”. Il documento è una sorta di risposta unitaria, a oltre cinquant’anni dall’approvazione, alla dichiarazione “Nostra Aetate”, uno dei documenti del Concilio Vaticano II. Per il rabbino capo di Roma, “la produzione in campo ebraico sul tema del rapporto con la Chiesa è decisamente minore rispetto a quella nella direzione opposta”. “La distanza teologica c’è e non può essere colmata”, ribadisce il rabbino, sottolineando d’altra parte che questa non è un ostacolo per agire su altri fronti.

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