Papa in Egitto: don Prades López (Università San Dámaso), “parole e gesti di Francesco in sintonia con testimonianza di copti ortodossi”

(dall’inviato a Rimini) – “Le parole e i gesti di Francesco si trovano in sintonia con la testimonianza pacifica e disarmata dei cristiani copti ortodossi d’Egitto. Quando si parla di ecumenismo del sangue, che avvicina copti e cattolici, non è per nulla retorica”. Lo ha affermato ieri sera don Javier Prades López, rettore dell’Università San Dámaso di Madrid, intervenendo all’incontro “Quando le religioni generano una speranza: il Papa in Egitto” svoltosi al Meeting di Rimini. Per il sacerdote, “la storica visita di Papa Francesco in Egitto ci costringe a decidere se vogliamo perpetuare un’esclusione reciproca tra cristiani e musulmani o se intendiamo favorire una cultura dell’incontro, assecondando ciò che il card. Scola ha definito più volte ‘il processo di meticciato di civiltà e di culture’ partendo dalle esperienze reali – per quanto conflittuali – che già esistono in Europa e nel vicino Oriente”. Secondo Prades López, “se prenderà piede il dialogo interreligioso e il dialogo ecumenico, nelle nostre società potremo avere aspettative di pace e di progresso sociale in questo secolo che ha già accumulato molte sofferenze e minacce”. “A noi cristiani – ha proseguito – tocca testimoniare davanti a tutti, e in primo luogo davanti ai nostri fratelli musulmani, che la verità e la libertà si richiamano a vicenda, e stanno insieme o cadono insieme”. Per il rettore, “il viaggio del Papa ha messo in discussione le nostre forme stereotipe di vivere la fede e ci urge ad un’educazione per la conversione”. “Sarà possibile per tutti noi cambiare affinché la nostra identità contribuisca alla vita buona di tutti? Tanti nostri fratelli cristiani d’Oriente e d’Occidente, tanti nostri amici musulmani in Egitto e in altre nazioni – ha concluso – lo attendono”.

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