Finlandia: Kalliala (vescovo luterano), “conoscersi meglio per prendersi cura gli uni degli altri”

L’attentato di Turku, avvenuto venerdì 18 agosto su una piazza centrale della città, la Kauppatori, ha innescato una “accesa discussione nella società e sentimenti di rabbia” verso gli immigrati: “Non voglio leggere tutto quello che si sta scrivendo sul mio profilo Facebook, perché è brutto e orribile”. Lo dice al Sir il vescovo luterano Kaarlo Kalliala, coadiutore di Turku e presidente del Forum nazionale per la cooperazione interreligiosa (Uskot), rete nata nel 2011 che unisce oggi cristiani, musulmani ed ebrei. Invettive e parole d’odio sono diventate virali, in una “irrazionale crescita del populismo”. Si discute se “la legislazione sui richiedenti asilo e l’immigrazione sia giusta, se sia necessaria maggiore efficienza, se siano queste leggi a creare situazioni di disperazione” come quella del giovane autore dell’attacco. La multiculturalità attuale della Finlandia, dove stando agli ultimi dati statistici gli immigrati sono un terzo dei 5.5 milioni di abitanti, è un dato recente. La Finlandia è un “Paese forte e stabile, dove si vive in pace”; tra la gente “la fiducia è forte”, nonostante tutto, dice il vescovo. Chi ha agito a Turku, così come a Barcellona o Manchester “non può rappresentare l’Islam, né alcun’altra religione: sono persone che cercano di giustificare con la religione” i loro atti, ma “in realtà è l’infelicità personale” a muoverli. Per il futuro della cooperazione interreligiosa sarà però necessario “trovare vie d’incontro e comprensione nelle comunità, non solo tra la leadership. Occorre imparare a conoscersi meglio per poter così prendersi cura gli uni degli altri”.

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