Ius soli: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “non guardare all’opportunità politica ma ai volti di giovani che chiedono di essere parte attiva di una città”

(dall’inviato a Rimini) – “Per l’estensione della cittadinanza italiana in termini di ‘ius soli’ temperato e di ‘ius culturae’, credo non si debba guardare innanzitutto all’opportunità politica di questo momento, ma ai volti dei giovani che oggi chiedono di essere parte attiva di una città”. Lo ha affermato questa mattina mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, intervenendo all’incontro “Le nuove generazioni, una sfida per la Chiesa”, svoltosi al Meeting di Rimini. “Questi giovani – ha spiegato – desiderano far parte della città in maniera piena”. Per cui, “non capisco perché nel momento in cui abbiamo bisogno che nuovi giovani si appassionino alla città vogliano creare due livelli di città”. “Non capisco perché giovani che studiano con i nostri figli non possono fare questo passaggio ulteriore che è un passaggio di partecipazione”. Secondo mons. Perego, “da questo si avrebbe un guadagno, non solo per loro ma per le nostre città”. “Modificare la legge sulla cittadinanza sarebbe un atto di intelligenza culturale, sociale e politica”. Invece, “continuiamo a fare confusione tra richiedente asilo e ragazzo che è nato in Italia e che ha fatto un percorso scolastico o che ha genitori con un permesso di lunga durata”. “La politica – ha ammonito – non deve strumentalizzare ma deve fare chiarezza. Una politica seria distingue, aiutare a discernere”. Secondo l’ arcivescovo, “piegare a interessi politici una realtà e un aspetto così importante della vita delle nostre comunità e di questi giovani sarebbe veramente vergognoso”.

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