Terremoto in Centro Italia, un anno dopo: mons. Marconi (Macerata), “autorità civili centrali non aiutano molto” ed “enti ecclesiastici non possono muoversi autonomamente”

(da Macerata) La diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia è stata pesantemente colpita nelle persone e nelle strutture: tutto il centro di Macerata e non solo, tutto il centro di Tolentino e non solo, Colmurano, Urbisaglia, Pollenza, Treia, Cingoli, Appignano, Montelupone, Recanati, Montecassiano. Tra le 67 parrocchie in diocesi, dei 300 luoghi di culto piccoli e grandi, circa 140 sono inagibili, alcuni parzialmente inagibili ed altri utilizzabili solo in parte. Le strutture che hanno retto al violento urto di un anno fa sono, in quasi tutti i casi, le strutture moderne che non hanno subito conseguenze. Il vescovo è senza Cattedrale, delle quatto Concattedrali, tre sono chiuse, una parzialmente utilizzabile. Molti sono i luoghi dove le celebrazioni delle Sante Messe sono organizzate in tendoni o in altri locali messi a disposizione dalle autorità civili oppure da fedeli. Le comunità sono sfaldate e spesso rimaste senza punti di riferimento ma stanno reagendo e piano piano stanno rimettendosi in piedi. Soprattutto gli anziani sono quelli che hanno subito di più il colpo, abituati com’erano a partecipare alla Messa quotidiana e ora impossibilitati perché non c’è più la disponibilità delle chiese.
“La ricostruzione sta partendo ma tutto molto, troppo, lentamente. Siamo solo alla fase, si fa per dire, dopo un anno a oggi della messa in sicurezza – dichiara il vescovo Marconi -. Oltre la messa in sicurezza per non perdere i beni di maggiore importanza oggi stanno per partire almeno quattro lavori di ripristino di quattro luoghi di culto: la Chiesa di San Giuseppe a Sforzacosta di Macerata, la Chiesa di Moscosi di Cingoli, la chiesa di San Michele in Treia e la Chiesa dei Santi Vito e Patrizio di Chiesanuova in Treia. Le autorità civili centrali non aiutano molto in questo processo, è tantissimo quello che ancora deve ancora partire. Sono state fatte delle leggi che non permettono agli Enti Ecclesiastici di muoversi autonomamente, addirittura in alcune situazioni il Ministero dei Beni e Attività Culturali è entrato ‘dentro casa nostra’ senza neanche comunicare niente”. “Avremo la gioia di avere il presidente della Cei card. Bassetti il 31 agosto per la celebrazione delle prossime feste patronali di San Giuliano Ospitaliere – aggiunge il vescovo -. Sentire la vicinanza del presidente della Cei aiuta sicuramente la nostra chiesa e il nostro popolo a non sentirsi solo e a camminare più speditamente verso un cammino di ripresa e risollevamento”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy