Sgombero rifugiati a Roma: mons. Lojudice (vescovo ausiliare), “così diventiamo ridicoli. Apriamo dialogo progettuale”

“La colpa non è degli uni o degli altri ma della nostra incapacità cronica, come italiani, a metterci seriamente intorno ad un tavolo per stabilire cosa può fare ciascuno”. Così mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, commenta in un’intervista al Sir l’azione delle forze dell’ordine oggi a piazza Indipendenza, nei confronti di poche decine di rifugiati accampati da giorni dopo lo sgombero da via Curtatone. Mons. Lojudice era in piazza e ha assistito alla scena. “Sono sgomento – dice -. Il problema è che manca un meccanismo di mediazione e di dialogo. Le donne si piazzavano davanti e sono partiti gli idranti. Non si capisce chi decide, cosa c’è dietro, non si sa con chi parlare, chi fa intermediazione. E’ un caos totale. Fa impressione – e una certa paura – vedere gestire le situazioni in questo modo” .”Chi ci vede dall’estero – prosegue – può pensare che in piazza ci fossero 100.000 persone. Invece no, c’erano una ventina di persone ma sembrava di stare in un assetto di guerra. Uno spiegamento di forze con 100 poliziotti, blindati, idranti, per un gruppetto di donne accampate per protesta. Non si possono risolvere i problemi in questo modo: diventiamo ridicoli agli occhi dell’opinione pubblica mondiale”. Mons. Lojudice si dice disponibile, come Chiesa di Roma, “a farci promotori di un dialogo, di una vera confluenza di forze soprattutto sul piano della progettualità, prima ancora di arrivare all’azione materiale, fisica dello sgombero”. Anche perché, precisa, “è un tema che non riguarda solo gli stranieri, è un problema di occupazione e di legalità”. “Queste storie vanno accompagnate – afferma -, altrimenti si sposta il problema e non si trova una soluzione. Questo vale per gli immigrati ma anche per gli italiani che vivono in queste condizioni. Accampate a piazza S.S.Apostoli ci sono anche famiglie italiane”. Secondo mons. Lojudice come le precedenti amministrazioni anche questa “ha parecchi problemi che non riesce a sbloccare. E il sistema degli sgomberi non è il modo migliore”. “I poliziotti fanno il loro lavoro e hanno il compito di riportare l’ordine – conclude -. Però il Comune dovrebbe mediare e trovare prima una soluzione. Non ho visto quasi mai passaggi razionali”.

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