Papa Francesco: al Cal, “la liturgia è popolare e non clericale, raccoglie tutti senza scartare nessuno”

(L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

“La liturgia è vita per l’intero popolo della Chiesa”, “per sua natura è popolare e non clericale”, in quanto è “un’azione per il popolo, ma anche del popolo”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i membri del Cal, ai quali ha ricordato che il rito liturgico “è l’azione che Dio stesso compie in favore del suo popolo, ma anche l’azione del popolo che ascolta Dio che parla e reagisce lodandolo, invocandolo, accogliendo l’inesauribile sorgente di vita e di misericordia che fluisce dai santi segni”. “La Chiesa in preghiera raccoglie tutti coloro che hanno il cuore in ascolto del Vangelo, senza scartare nessuno”, ha ammonito Francesco: “Sono convocati piccoli e grandi, ricchi e poveri, fanciulli e anziani, sani e malati, giusti e peccatori”, perché “l’assemblea liturgica supera, in Cristo, ogni confine di età, razza, lingua e nazione”. “La portata popolare della liturgia ci ricorda che essa è inclusiva e non esclusiva, fautrice di comunione con tutti senza tuttavia omologare, poiché chiama ciascuno, con la sua vocazione e originalità, a contribuire nell’edificare il corpo di Cristo”, ha proseguito il Papa:  “L’Eucaristia non è un sacramento ‘per me’, è il sacramento di molti che formano un solo corpo, il santo popolo fedele di Dio”. “Non dobbiamo dimenticare che è anzittutto la liturgia ad esprimere la pietas di tutto il popolo di Dio, prolungata poi da pii esercizi e devozioni che conosciamo con il nome di pietà popolare, da valorizzare e incoraggiare in armonia con la liturgia”, ha affermato Francesco.

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