Migranti: Magri (Ispi), “la diffidenza forte che sta crescendo innegabilmente costruisce muri”

(dall’inviato a Rimini) – “La diffidenza forte che, anche legittimamente, sta crescendo verso i migranti sta innegabilmente costruendo muri”. Lo ha affermato ieri Paolo Magri, vice presidente esecutivo e direttore di dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) intervenendo all’incontro “Al di là dei muri” svoltosi al Meeting di Rimini. Magri è partito spiegando che il muro che il presidente americano Donald Trump vorrebbe costruire al confine tra Stati Uniti e Messico è “non solo una barriera fisica tra due paesi partner” ma “il cardine di una strategia e di un messaggio politico”. Infatti, “ci sono anche muri intangibili, come quello dentro la società americana tra bianchi nativi e gli altri che popolano gli Stati Uniti, quelli ricostruiti con l’Iran o anche con Cuba, o quelli annunciati del commercio internazionale”. Ma – ha rilevato – “ci sono resistenze e dubbi negli Stati Uniti sulla sua utilità, per l’impatto economico. Poi ci sono anche delle conseguenze di tipo politico, perché sarebbe uno schiaffo per i messicani e fra poco si voterà in Messico”. “I dubbi – ha aggiunto – si traducono nel fatto che non si trovano i soldi per farlo: costa 30 miliardi e Trump ha trovato 1,6 miliardi e sta faticosamente lottando con il Congresso per mettere i costi del muro dentro il bilancio del prossimo anno”. Magri ha poi espresso preoccupazione rispetto al “muro che stiamo costruendo verso l’islam dopo la caduta delle Torri Gemelle. L’attenzione che fa il Papa nell’uso delle parole come ‘islam’, ‘islamismo, ‘radicalismo’, ‘guerra di religione, ‘religione’ è più che significativa”. “Io non sono ottimista nella nostra capacità di gestire i conflitti di breve periodo, ma – ha concluso Magri – ho speranze sul tema dello sviluppo, il cui dibattito, per motivi utilitaristici, è entrato nelle stanze importanti dei governi”.

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