Giovani: Poletti (ministro), “dobbiamo far dialogare le competenze con il sapere, la formazione e il lavoro”

(dall’inviato a Rimini) – “Dobbiamo far dialogare le competenze con il sapere, la formazione e il lavoro. È quello che abbiamo fatto con l’alternanza scuola-lavoro, che è criticabile ma dobbiamo farla. Poi dobbiamo avere l’umiltà di chiederci se funziona bene o male e usare l’esperienza per correggere i limiti della nostra azione”. Lo ha affermato ieri sera il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, all’incontro “Il lavoro che cambia: il ‘Piano Marshall’ per i giovani” svoltosi al Meeting di Rimini. Poletti ha osservato che “siamo dentro a dinamiche complesse che incidono nei comportamenti sociali”, rispetto alle quali “non ci sono scorciatoie. Sono dinamiche di lungo termine che hanno bisogno di una grande costanza”. “Basta difendere, difendere e difendere”, ha ammonito il ministro, rilevando che “il concetto di difesa ha un corollario: non cambiare. Perché il cambiamento induce paura, preoccupazione, rischio”. Alla “conservazione” si risponde in un solo modo: “accettare la sfida, giocare la partita. Ci sono sempre delle possibilità, delle opportunità: bisogna avere gli occhi per vederle e il cuore per sentirle”. Secondo Poletti, “è importante sapere, è importantissimo saper fare ma è decisivo essere”. La difficoltà nel “mettere in connessione il sapere e il fare”, secondo il ministro, nasce dal fatto che “abbiamo ancora l’idea negativa che l’impresa è il luogo dello sfruttamento del lavoro, per cui è qualcosa che si sopporta e di cui non ci si ‘innamora’”. Invece, “l’impresa è un’infrastruttura sociale essenziale”, ha chiarito, aggiungendo che “ci sono imprenditori bravi, intelligenti, dinamici, onesti” e quelli “scarsi, poco bravi, sleali, disonesti”. “Ma questo vale per ministri, vigili urbani, vigili del fuoco, medici, professori… Non c’è la categoria dei buoni e dei cattivi, ci sono gli uomini che si comportano bene e quelli che si comportano male”. Per Poletti, non bisogna “negarsi la possibilità di misurarsi con uno degli elementi essenziali che è l’intraprendere, l’essere attivi, il prendersi responsabilità”. Il ministro ha anche evidenziato la necessità, di fronte ad un “cambiamento profondo e assolutamente più veloce e pervasivo”, di “innovare anche il sistema di fare le regole. Abbiamo bisogno di regole più di principio, non possiamo più pensare di regolare tutto nei minimi particolari”. A margine dell’incontro, Poletti ha affermato che “è una previsione razionale, ragionevole” quella della creazione di 300mila posti di lavoro grazie al pacchetto di agevolazioni alle assunzioni di giovani allo studio del Governo. Il ministro ha confermato anche che ci saranno norme anti-licenziamento perché “dobbiamo evitare che ci siano effetti negativi” visto che “noi vogliamo aumentare il numero di occupati, occupati giovani e stabili”.

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