Uova contaminate: Coldiretti, bene Nas, “un terzo a tavola come derivati”

“Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto messa in atto dai Carabinieri dei Nas dimostra che in Italia il sistema dei controlli funziona ma va sostenuto da un forte impegno sul piano della trasparenza dell’informazione, estendendo l’obbligo di indicare l’origine a tutti i prodotti alimentari a partire dagli ovoprodotti e ai trasformati e togliendo il segreto sulla destinazione finale delle importazioni”. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente i risultati dell’attività dei Carabinieri dei Nas in Italia, dopo l’allarme delle uova contaminate con l’insetticida fipronil scoppiato in Europa. “Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – consumano in media circa 215 uova a testa all’anno, di cui 140 tal quali mentre le restanti (circa 1/3) sotto forma di pasta, dolci ed altre preparazioni alimentari”. Sulle uova in guscio l’indicazione di origine è presente, ma è necessario – spiega la Coldiretti – migliorarne la visibilità e la leggibilità non limitandosi ai codici, mentre bisogna togliere dall’”anonimato” gli ovoprodotti e i trasformati e rendere finalmente pubblici i flussi commerciali di tutte le materie prime provenienti dall’estero. “Una mancanza di trasparenza che – sostiene la Coldiretti – alimenta l’incertezza e le frodi ed inganni anche attraverso le triangolazioni commerciali”.

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