Terremoto a Ischia: mons. Lagnese (vescovo), “riparta presto la ricostruzione secondo il modello Assisi”

“Il nostro desiderio è che riparta presto la ricostruzione e, se possibile, si realizzi il modello Assisi: nel 1997 il terremoto nella città del Poverello fu molto più devastante del nostro, ma ci fu una ricostruzione ben fatta e realizzata con grande celerità. Auspicheremmo che questo accada anche per Ischia, non solo perché tanta gente, che ha vissuto una vita intera di sacrifici per realizzare una casetta, possa trovare una stabile e dignitosa dimora, ma anche perché Ischia vive di turismo e c’è bisogno, perciò, che subito, in qualche modo, il turismo riparta”. Lo dice in un’intervista al Sir mons. Pietro Lagnese, vescovo di Ischia, a due giorni dal terremoto, che ha fatto due vittime. Il presule
invita “i turisti a non abbandonare l’Isola e, anzi, a venire, anche perché il terremoto è stato circoscritto a due comunità e quindi l’Isola può benissimo rispondere alle esigenze di coloro che avevano deciso di venire da noi. Al momento, pare che siano già andati via 18mila turisti”.
Rispetto alle accese discussioni sul possibile legame tra abusivismo edilizio e crolli di abitazioni, mons. Lagnese ritiene che “non sia questo il momento di dare fiato alle polemiche”. Adesso, afferma il vescovo, “bisogna pensare alle famiglie che hanno perso la casa. Ci sono persone che purtroppo stanotte hanno dormito all’aperto. Ieri sono stato di nuovo nella zona rossa e ho invitato alcuni papà ad abbandonare le case danneggiate, ma questi, dopo aver messo in sicurezza moglie e figli, hanno detto di voler restare lì, per paura anche di atti di sciacallaggio. Ho letto veramente tanta tristezza sui loro volti, ma mi preme dire anche che le zone interessate dal sisma sono quelle dove si trovano case antiche e, quindi, non costruite in base alla normativa antisismica vigente”.

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