Scuola: Vittadini (Fond. Sussidiarietà), “autonomia e parità hanno a che fare con la qualità dell’istruzione”

(dall’inviato a Rimini) – “Autonomia e parità scolastiche hanno a che fare con la qualità dell’istruzione e con l’educazione”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, aprendo l’incontro “Autonomia e parità nella scuola” svoltosi al Meeting di Rimini. “Troppe volte il teme dell’educazione viene trattata come se non c’entrasse con la forma organizzativa della scuola”, ha sottolineato, evidenziando come “a livello internazionale, il problema della qualità della scuola nei Paese sviluppati non è la spesa”. “Più soldi per la scuola può voler dire più spreco per la scuola”, ha rilevato Vittadini. “Determinanti per una buona scuola – ha aggiunto – sono invece l’autonomia negli stipendi, nei programmi e in termini di budget”. Claudia Giudici, presidente di Reggio Children, ha condiviso con Vittadini la constatazione che “frequentemente gli aspetti organizzativi, gestionali, di governance sono separati dagli aspetti pedagogici. È invece fondamentale tenerli strettamente in relazione”. Giudici ha raccontato l’esperienza dei “nidi e delle scuole dell’infanzia di Reggio Emilia, che sono scuole paritarie pubbliche” nelle quali “fin dal dopo guerra, la società civile si è impegnata ispirata dall’idea di educazione come bene comune”. Presentando l’ultimo numero di “Atlantide”, dedicato al tema “A scuola c’è vita”, il giornalista Giorgio Paolucci ha raccontato due esperienze di “libertà e parità dei sistemi di istruzione” in Bosnia ed Erzegovina e a Palermo. Sabino Pavone, presidente della scuola Waldorf Novalis di Conegliano Veneto e vice presidente della Federazione delle scuole Steiner Waldorf in Italia, ha invece affermato che “le nostre scuole non possono godere della libertà concepita dalla legge 62/2000”, quella sulla parità scolastica. “Nelle nostre scuole – ha insistito – non c’è parità” e rivolgendosi all’ex ministro Berlinguer, presente in sala, ha aggiunto che “a 17 anni dal lavoro che ha fatto nel 2000 non c’è parità e quindi non c’è dignità”. “Voglio smontare l’immagine di una scuola che sta diventando elitaria – ha concluso -: se lo diventerà non sarà certo colpa né della scuola Waldorf né di altre scuole che corrono lo stesso rischio. È perché in Italia si diventa di élite ogniqualvolta si fa una scelta che viene pensata con la propria testa, sentita con il proprio cuore”.

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