Scuola: Berlinguer (ex ministro), “far crescere coscienza nazionale della legittimità di avere indirizzi diversi da quelli dello Stato”

(dall’inviato a Rimini) – “Non abbiamo ancora soddisfatto l’esigenza di far crescere una coscienza nazionale della legittimità di avere indirizzi scolastici diversi da quelli sotto la gestione dello Stato”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Luigi Berlingue, ex ministro dell’Istruzione e convinto promotore e sostenitore della legge sulla parità scolastica, chiudendo l’incontro “Autonomia e parità nella scuola” svoltosi al Meeting di Rimini. Nel suo accorato intervento, Berlinguer ha prima polemizzato con il sottosegretario del Miur, Gabriele Toccafondi, sul fatto che i bandi per il Programma operativo nazionale (Pon) abbiano come “destinatarie solo le scuole statali”. “Chi ha fermato l’accordo con l’Europa ha voluto violare la legge 62”, quella sulla parità scolastica. “Non possiamo arrenderci di fronte a questi giochetti – ha proseguito – che sono fatti alle spalle della consapevolezza della gente”. L’ex ministro ha poi rivendicato quanto fatto per arrivare all’approvazione della legge sulla parità scolastica: “La motivazione dell’approvazione – ha ricordato – era costituzionale”. “Mi sono sentito in dovere di proporre un disegno di legge impopolare nella maggioranza elettorale a cui appartenevo”, ma, ha spiegato, “la Costituzione mi richiedeva questo. L’articolo 33 prevede il diritto degli studenti delle scuole non statali ad una parità di trattamento”. “Siamo riusciti a rendere consapevole la popolazione italiana che una concezione scolastica ed educativa non è soltanto rispettata nell’ombrello della protezione statale” ma possa contare anche “sull’esistenza di scuole di indirizzo, come ci sono in tutto il mondo evoluto?”, ha domandato Berlinguer. “Perché – ha osservato – la maggioranza degli italiani non la pensa così”. Per cui “siamo moralmente e culturalmente impegnati per cercare le motivazioni di dignità della scelta e quindi degli elementi di differenzialità”. Per l’ex ministro, anche “l’autonomia scolastica non è maturata a sufficienza nella coscienza della maggioranza degli addetti alla scuola e dei genitori”. “Ci sono molte esperienze di autonomia, ma nell’ordine di centinaia quando le scuole in Italia sono 9-10mila”. “Queste esperienze hanno iniziato a fare strada, siamo più avanti di 5 o 10 anni fa, ma è ancora insufficiente”, ha rilevato. “Quella dell’autonomia deve diventare una battaglia culturale. Le scuole hanno bisogno di inserire degli elementi di elasticità nel curriculum”, ha concluso.

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