Papa Francesco: udienza, nelle cronache “notizie tristi”, ma “la morte e l’odio non sono le ultime parole”. “Dio non ha voluto le nostre vite per sbaglio”

(L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

Nella “cronaca dei nostri giorni” si riportano “notizie tristi a cui tutti quanti rischiamo di assuefarci”. A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, che durante la catechesi dell’udienza di oggi ha esortato i 7mila fedeli presenti in Aula Paolo VI a leggere il brano dell’Apocalisse sulla speranza cristiana – “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” – alla luce dell’attualità. “Provate a meditare questo brano della Sacra Scrittura non in maniera astratta, ma dopo aver letto una cronaca dei nostri giorni, dove si riportano notizie tristi – nelle copertine dei giornali, dove ci sono tante disgrazie –  a cui tutti quanti rischiamo di assuefarci”. Poi il riferimento, a braccio, ai recenti attentati terroristici: “Ho salutato alcuni da Barcellona, quante notizie tristi di là! Ho salutato alcuni dal Congo, quante notizie tristi di là! E tante altre”. “Provate a pensare ai volti dei bambini impauriti dalla guerra, al pianto delle madri, ai sogni infranti di tanti giovani, ai profughi che affrontano viaggi terribili, che sono sfruttati tante volte”, ha proseguito Francesco: “La vita purtroppo è anche questo. Qualche volta verrebbe da dire che è soprattutto questo. Può darsi”. “Ma c’è un padre che piange lacrime di infinta pietà nei confronti dei suoi figli”, ha assicurato il Papa: “Noi abbiamo un padre che sa piangere, che piange con noi, che ci aspetta per consolarci, perché conosce le nostre sofferenze e ha preparato per noi un futuro diverso. Questa è la grande visione della speranza cristiana, che si dilata su tutti i giorni della nostra esistenza, e ci vuole risollevare”. ” Dio non ha voluto le nostre vite per sbaglio, costringendo se stesso e noi a dure notti di angoscia”, ha spiegato Francesco: “Ci ha invece creati perché ci vuole felici. È il nostro Padre, e se noi qui, ora, sperimentiamo una vita che non è quella che egli ha voluto per noi, Gesù ci garantisce che Dio stesso sta operando il suo riscatto. Lui lavora per riscattarci”. “Noi crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole pronunciate sulla parabola dell’esistenza umana”, ha sintetizzato il Papa.

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