Natuzza Evolo: mons. Renzo (Mileto), “resta ancora oggi un raggio potente della luce divina che non può spegnersi”

“Carissimi, benvenuti e grazie per la vostra presenza, segno prezioso del vostro attaccamento a Mamma Natuzza, malgrado i venti di tempesta di questi ultimi giorni. A riguardo vi dico che siamo sulla buona strada per arrivare a una soluzione rispettosa delle parti e di questo ringrazio anche il Consiglio di amministrazione per la disponibilità che sta mostrando. Lavorare insieme per la stessa causa fa bene a tutti”. Così il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, ha iniziato, stasera, l’omelia presso Villa della Gioia a Paravati, in occasione dell’anniversario della nascita della mistica Natuzza Evolo alla quale hanno preso parte i Cenacoli di preghiera. Il presule si riferiva alle recenti vicissitudini che hanno riguardato la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” e in particolare la decisione della revoca del decreto di approvazione dello statuto della Fondazione stessa. Nei giorni scorsi un incontro c’è stato tra i membri della Fondazione e il presule. Per Natuzza – ha detto mons. Renzo – “dobbiamo essere pronti ad ogni sacrificio per un bene superiore, ricordando come lei sia stata capace di ogni sacrificio pur di vivere intensamente il suo amore a Gesù, al Cuore Immacolato di Maria, alla Chiesa, alle persone sofferenti nel corpo e nello spirito”. Per il presule la vita della Chiesa, la vita dei cristiani, la vita dei “nostri Cenacoli di preghiera devono essere ‘contaminati’” dalla “luce divina. Quanta più luce di Gesù e del Vangelo ci portiamo dentro e quanta più luce di Gesù traspare nella vita della Chiesa, tanto più questa luce è viva ed illumina il mondo delle tenebre che ci circonda. Quello di essere luce è il compito che Gesù ha affidato ad ogni cristiano”. “Mamma Natuzza è stata in vita – ha proseguito mons. Renzo – e resta ancora oggi un raggio potente di questa luce divina che non può spegnersi, anzi deve continuare a risplendere in ogni angolo e in ogni zona d’ombra della nostra vita, soprattutto se vogliamo sentirci suoi figli, afferrati dal suo esempio e dalla sua testimonianza, capace di salire gioiosamente con Gesù sulla Croce”.

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