Alimentazione: Coldiretti, “Italia sia apripista nelle politiche comunitarie”

“Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione europea che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi, per il miele ma non per il riso, per il pesce ma non per il grano nella pasta, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme sul codice doganale”. Lo afferma la Coldiretti in riferimento alla giusta pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dei due decreti interministeriali per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda, senza attendere il via libera Ue. “L’etichetta di origine obbligatoria – sottolinea la Coldiretti – mette fine all’inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy e risponde alle esigenze di oltre il 96% degli italiani che chiedono venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti secondo la consultazione on line del ministero delle Politiche agricole”. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. “In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza pe rispondere alle domande che vengono dai consumatori europei ed internazionali”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, nel sottolineare che l’etichettatura di origine si è dimostrata un importante elemento di garanzia di fronte agli allarmi sanitari che si rincorrono nel tempo della globalizzazione dei mercati.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo