Papa Francesco: udienza generale, “essere cristiani significa vivere nella speranza e nella luce, anche quando il mondo è avvolto nelle tenebre”

Essere cristiani “vuol dire guardare alla luce, continuare a fare la professione di fede nella luce, anche quando il mondo è avvolto dalla notte e dalle tenebre”. Lo ha detto oggi Papa Francesco ai pellegrini e ai fedeli riuniti nell’Aula Paolo VI, per l’udienza generale del mercoledì. “I cristiani – ha affermato – non sono esenti dalle tenebre, esterne e anche interne. Non vivono fuori dal mondo, però, per la grazia di Cristo ricevuta nel Battesimo, sono uomini e donne ‘orientati’: non credono nell’oscurità, ma nel chiarore del giorno; non soccombono alla notte, ma sperano nell’aurora; non sono sconfitti dalla morte, ma anelano a risorgere; non sono piegati dal male, perché confidano sempre nelle infinite possibilità del bene”. “Noi siamo coloro – ha aggiunto il Papa – che credono che Dio è Padre: questa è la luce! Non siamo orfani. Abbiamo un Padre e il nostro Padre è Dio”. E “questa è la nostra speranza. Vivere nella speranza è vivere nella luce, nella luce di Dio Padre, nella luce di Gesù salvatore, nella luce dello Spirito Santo che ci spinge ad andare avanti nella vita”.
Francesco ha fatto poi notare come anche la stessa vita della Chiesa è “contaminazione di luce”. Per il Pontefice “contaminazione di luce” è “una parola forte”. “Quanto più luce di Gesù abbiamo noi cristiani, quanto più luce di Gesù c’è nella vita della Chiesa, più è viva la Chiesa. La vita della Chiesa è contaminazione di luce”, ha osservato il Santo Padre.

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