Attacchi in Spagna: padre di Bruno Gulotta al Tg2000, “mio nipote salvo grazie a mia nuora”

“Mancavano pochi minuti alle 5 quando mia nuora mi ha telefonato e con voce rotta mi ha informato che c’era stato un attentato sulle Ramblas e che mio figlio era stato investito in pieno da un furgone che aveva travolto anche altre persone ma non sapeva quante”. Così Umberto Gulotta, il padre di Bruno, la prima vittima italiana dell’attentato terroristico di Barcellona, ha raccontato ieri al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, i tragici momenti che hanno spezzato la vita di 13 persone provocando anche centinaia di feriti.

“Era partito con moglie e figli la mattina di Ferragosto – ha spiegato Umberto Gulotta – e per non fare un viaggio troppo lungo aveva fatto tappa a Cannes per poi ripartire verso Barcellona”. “Il tempo di sistemarsi nel residence che avevano prenotato, mangiare, riposarsi e fare la passeggiata sulle Ramblas che per loro – ha proseguito – era la prima attività vacanziera di Ferragosto”. “Moglie e figli stanno bene”, ha assicurato Bruno Gulotta. “Il bambino più grande camminava per mano col padre ma mia nuora, quando ha sentito il trambusto, è riuscita ad afferrarlo e a tirarlo verso di sé, sottraendolo alla traiettoria del furgone. Purtroppo non è riuscita a fare lo stesso con mio figlio”. Rispetto al suo stato d’animo, Umberto Gulotta ha concluso affermando che “in questi momenti ci si sente completamente vuoti”.

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