Avvenire: la prima pagina di domani 17 agosto. Crescita Pil, migrazioni, Trump e i gruppi razzisti, caso Regeni

“Avvenire” dedica il suo titolo principale ai segnali di ripresa dell’economia, con la nuova stima del Pil annuale data a 1,5% di crescita. L’editoriale è di Leonardo Becchetti, che si concentra sul tema della tassazione delle operazioni finanziarie e sugli strumenti più efficaci per una ripartenza del Paese. “Sul fronte sociale, non può non allarmarci il fatto che la ripresa avvenga tra luci e ombre, con indicatori come la qualità del lavoro che stentano a migliorare e che spiegano buona parte di proteste e disagi – scrive Becchetti -. La ripresa sta debolmente facendosi strada ma permangono difetti strutturali molto importanti e da emendare urgentemente. Il Sistema Italia continua a essere indietro quanto a lacci e lacciuoli. Paghiamo inoltre un divario fondamentale, verso Paesi come gli Stati Uniti ad esempio, quanto ad attenzione a ciò che serve per la crescita delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane che sono l’ossatura del nostro sistema produttivo e la parte che sta soffrendo oggi di più perché ancora non abbastanza internazionalizzata”, conclude l’editorialista. A centro pagina una grande fotocronaca sui temi delle migrazioni, con il messaggio che il Papa ha fatto pervenire lunedì ai 250 giovani che hanno dato vita, dal 10 al 14 agosto, a Capo Santa Maria di Leuca all’incontro internazionale “Mediterraneo, un porto di fraternità”: “Serve un impegno sempre più generoso nel favorire la cultura dell’accoglienza e della solidarietà – ha scritto Francesco – , promuovendo così la pace e la fraternità tra i popoli”. Il titolo di taglio è per l’ennesima retromarcia di Trump: il presidente americano ha di nuovo parzialmente “giustificato” i gruppi razzisti che hanno dato vita a violenze nei giorni scorsi. Infine, la vicenda dell’omicidio Regeni, con le nuove polemiche dopo rivelazioni dagli Usa. Il commento è affidato a Riccardo Redaelli: “È quindi il ritorno del nostro ambasciatore in Egitto semplice ‘realpolitik’? Sì, se questo significa accettare una resa vergognosa sul caso Regeni. No, se la nostra magistratura continuerà invece a lavorare, come sta facendo con una (apparente?) crescente collaborazione delle autorità giudiziarie locali”.

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