Yemen: mons. Hinder (vicario Arabia meridionale), “in questa sporca guerra nessuno è innocente”

“Dobbiamo sempre tenere a mente che le cosiddette potenze occidentali non indossano certo la veste bianca. Nessuno è innocente, perché in questa sporca storia della guerra in Yemen c’entrano anche il commercio delle armi e altri affari di corruzione”: lo afferma oggi in un’intervista a Radio Vaticana mons. Paul Hinder, vicario apostolico per l’Arabia meridionale, parlando della guerra dimenticata nello Yemen, con un’epidemia di colera tra le più gravi mai registrate e un flusso di profughi che attraversa lo Yemen dal Corno d’Africa per raggiungere i ricchi Paesi del Golfo. Circa 300 sono stati fatti morire in mare dai trafficanti in questi giorni. Circa 20 milioni di persone sono allo stremo, senza più infrastrutture o un’autorità riconosciuta. “È molto difficile riuscire a fare arrivare aiuti nel Paese – dice mons. Hinder -. Ci sono ancora organizzazioni internazionali come la Croce Rossa, Medici senza frontiere ed altre che sicuramente fanno il possibile; ma finché non è garantita la sicurezza, anche il loro intervento è estremamente difficile se non addirittura – in alcune zone – impossibile”. Duro – sottolinea – anche il lavoro delle comunità missionarie: “Ammiro profondamente le poche missionarie che sono rimaste – le suore di Madre Teresa – che per fortuna ancora riescono a fare quello che possono, ad Aden e a Sana’a, pur trovandosi in una situazione estremamente  difficile”. “Non vedo altra strada se non che le parti in conflitto – quelle interne e quelle esterne al Paese – si siedano intorno a un tavolo, possibilmente anche con una sorta di ‘costrizione’ internazionale”, è questo l’auspicio di mons. Hinder, che invita i governi occidentali alle proprie responsabilità. Tragica poi la situazione dei profughi. “Ci sono soltanto due frontiere sulla terra ferma, e cioè verso l’Arabia Saudita e verso l’Oman; l’Oman naturalmente si impegnerà a mantenere una posizione il più possibile neutrale per poter essere parte attiva nei negoziati”, spiega mons. Hinder: “Rimane la via del mare, e questa rappresenta una grande incognita. Chi riesce a fuggire via mare? E cosa sarà di loro? Il mio timore è che nel Golfo di Aden molti troveranno la morte…”

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