Cardinale Bassetti: festa santa Chiara, “è invito a farsi dimora dell’Altissimo”. Dio “non viola libertà dell’uomo”

“La festa di santa Chiara che noi oggi celebriamo, è un invito alle religiose claustrali e a ogni cristiano a fare della propria vita la ‘dimora e la sede’ dell’Altissimo, come Maria, che tra qualche giorno celebreremo nella festa dell’Assunta come Sancta Maria Angelorum, regina degli angeli e dei santi”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana, nell’omelia della concelebrazione solenne presieduta nel protomonastero di Assisi in occasione della festa di Santa Chiara. “I momenti mistici – avverte – non sono mai eterni, sono una caparra dell’eternità; servono a farci comprendere che lo specchio del quale parla Chiara è un dono fragile affidato all’uomo, che può farne l’uso che vuole, buono o cattivo, che lo può perfino gettare via e rompere, nella sua libertà, che Dio non vuole violare”. Chiara, le sue sorelle povere di ieri e di oggi “possano darci un esempio di come è possibile divenire come Maria ‘dimora e sede’ dell’Altissimo”, l’esortazione di Bassetti. Nella santa “lo Spirito ebbe un terreno accogliente, trovò il momento giusto”, incontrò “un collaboratore che già prima si era aperto alla novità dello spirito evangelico-pauperistico, Francesco d’Assisi”. Chiara, conclude l’arcivescovo, “ha portato molti frutti alla Chiesa, perché è rimasta saldamente aderente a Cristo”.

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