Pontificio Seminario Maggiore: fratel Faraghini rettore. Piccoli fratelli Jesus Caritas, “una novità che ha spiazzato tutti”

“La notizia circa la richiesta esplicita di Papa Francesco di affidare a fratel Gabriele la guida della formazione dei futuri presbiteri nel Seminario Romano è stata per la nostra piccola fraternità un ‘fulmine a ciel sereno’, senz’altro la novità che ha letteralmente spiazzato tutti”. È quanto riferisce fratel Oswaldo Curuchich Tuyuc, piccolo fratello di Jesus Caritas, riguardo la nomina di fratel Gabriele Faraghini, vicario generale dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, a rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Sul sito web della Congregazione che si ispira all’esempio di frere Charles de Foucauld, fratel Curuchich Tuyuc, afferma che “Gabriele non è un prete straordinario, ma uno che cerca sempre di fare del suo meglio”. “Non è amante dei social network – aggiunge – perché preferisce gli incontri a tu per tu con le persone, piccoli e grandi che siano, vicini o lontani dalla Chiesa”. Curuchich Tuyuc evidenzia poi che il nuovo rettore “non è un grande appassionato dei ‘piani pastorali’, perché con Charles de Foucauld sostiene che ‘bisogna lasciarsi guidare dalle circostanze e dall’aiuto di Dio’”. “Tutto questo Papa Francesco lo sa – commenta – ma non ha fatto una piega, dicendo che il presbitero deve saper vivere in fraternità, pregare e amare la gente. Il resto viene da sé”. Curuchich Tuyuc ricorda poi che durante il Capitolo generale dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas appena concluso, fratel Gabriele ha presentato una relazione a proposito dell’essere un piccolo fratello presbitero in parrocchia. In quella occasione Faraghini aveva parlato della “gratuità della presenza. Vivere in pura perdita, senza tornaconti, solo stando lì”. “Imitare Gesù nella vita quotidiana di Nazaret – ha aggiunto – è stare in un posto e condividere la vita con chi è lì. Fare amicizia con la gente: questa è stata l’attività di frère Charles nel deserto del Sahara. Qualcuno l’ha definita la ‘pastorale del tè’. È stata umanamente parlando una perdita di tempo e pastoralmente – secondo alcuni nostri metri di valutazione – un fallimento”. “Del resto anche Gesù non è stato un grande pastore se consideriamo i risultati” ma “se invece ci poniamo dal versante dell’amore, Gesù è stato il pastore che ha dato la vita per le pecore”.

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