100 anni dalla “inutile strage”: ordinariato militare, oggi sul sito web ampio spazio dedicato alla ricorrenza

Nel centenario della Lettera di Benedetto XV ai capi dei popoli belligeranti (1° agosto 1917), il portale web dell’ordinariato militare per l’Italia dedica oggi ampio spazio alla ricorrenza. “Per la riflessione e l’approfondimento – si legge in una nota – propone l’articolo del presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Gualtiero Bassetti, attinente la storica lettera, pubblicato dall’Osservatore Romano”. Sono stati anche pubblicati il testo integrale della Lettera di Benedetto XV e l’Epistola di Papa della Chiesa al card. Serafino Vannutelli, decano del Sacro Collegio cardinalizio, nella quale “vengono attribuite ai cappellani militari chiamati alle armi, ampie facoltà per la celebrazione della Messa e l’assistenza ai moribondi”. Viene inoltre riproposto il testo del paragrafo dedicato all’“inutile strage” tratto dalla Lettera che l’ordinario militare, mons. Santo Marcianò, inviò ai cappellani, ai militari e a tutti i fedeli a 100 anni all’inizio della Prima Guerra mondiale e in occasione del pellegrinaggio di Papa Francesco al Sacrario militare di Redipuglia, nel settembre 2014. In quell’occasione, Marcianò ricordò che “quella guerra, come ogni guerra, era davvero l’‘inutile strage’ di cui Benedetto XV, eletto proprio a poche settimane dall’inizio della Grande Guerra, parlò, offrendo una definizione rimasta nella memoria e nella storia”. “Bisogna riconoscere – aggiunse – che la pace delle vittorie e dei ‘trattati’ stipulati dopo la Grande Guerra era troppo fragile”. Secondo Marcianò, “la pace dei trattati e della vittoria non basta”. “Non basta la pace dei confini riconquistati”, quella di “un ‘controllo’, esercitato con la forza e illuso di tenere a bada le ingiustizie e le rivendicazioni dei popoli”, e “neppure la pace della difesa, specie se continua ad essere alimentata dall’iniquo commercio delle armi”. “Pare che la Prima Guerra mondiale abbia provocato tra i 15 e i 17 milioni di morti e più di 20 milioni tra feriti e mutilati. Pur essendo tali numeri spaventosi, non è semplicemente questione di numeri: nessuna posta in gioco, infatti, potrebbe valere una sola vita umana”. “La guerra è molto di più. Dunque, la pace è molto di più”.

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