Sport e giovani: Csi, sua attività fa risparmiare 250 milioni di euro su spesa sanitaria pubblica

L’attività di promozione sportiva del Centro sportivo italiano (Csi) coinvolge oltre 457mila under 18 generando un risparmio di circa 250 milioni di euro sulla spesa sanitaria pubblica. Lo afferma il report “S Factor: più sport come fattore di sviluppo, coesione ed educazione”, presentato oggi alla Camera dei deputati. Roberto Ghiretti, di SG Plus che ha curato l’indagine, spiega che “in Italia, secondo la ricerca, l’inattività sportiva comporta un costo complessivo di oltre 12,1 miliardi di euro, pari all’8,9% della spesa sanitaria nazionale”. In Europa, secondo l’Oms, “l’83% dei giovani non svolge sufficiente attività motoria, percentuale che sale al 93% tra i ragazzi italiani di 13 anni esponendoli a una maggiore predisposizione a malattie, obesità (il 20% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è già in sovrappeso), aumento di dipendenza (il 50% dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni ha assunto sostanze psicotrope, il 30% ne fa uso abituale, una percentuale maggiore fa uso di alcol), sviluppo di nuovi fenomeni come l’intossicazione digitale (stati di ansia se impossibilitati a controllare il proprio smartphone)”. Una situazione che, afferma il report, si traduce anche in un grave deficit economico con un costo complessivo di oltre 12 miliardi di euro, pari all’8,9% della spesa sanitaria italiana. Al contrario, con livelli raccomandati di attività motoria si raggiungerebbero vantaggi per più di 2.4 miliardi di euro. Alla luce di questo quadro il ruolo del Csi, che coinvolge oltre 457mila giovani under 18, “diventa fondamentale per tenere in movimento un alto numero di ragazzi, permettendo loro di mantenere uno stile di vita attivo, e per determinare un risparmio superiore ai 250 milioni di euro sulla spesa sanitaria pubblica”.

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