Sport e giovani: Csi, nel 2016 coinvolti oltre 11mila minori figli di profughi e richiedenti asilo

“L’integrazione si fa anche sui campetti di calcio”. Lo ha detto questo pomeriggio Roberto Ghiretti, di SgPlus, che ha curato il report “S Factor: più sport come fattore di sviluppo, coesione ed educazione”, presentando l’indagine sull’attività del Centro sportivo italiano (Csi) presso la Camera dei deputati. I campi e le palestre del Csi sono infatti “luoghi nei quali migliaia di bambini e ragazzi stranieri possono conoscere coetanei italiani e avviare processi di amicizia e integrazione”. Dal report emerge che in ogni società Csi vi sono almeno tre ragazzi stranieri (di prima o seconda generazione) e ogni anno il Csi sviluppa centinaia di progetti di integrazione. Nel 2016 oltre 11mila minori figli di profughi e richiedenti asilo sono stati coinvolti nelle attività sportive. Ma l’associazione è presente anche nelle 12 periferie più “difficili” del paese – come ad esempio Corvetto a Milano, Scampia a Napoli, Corviale a Roma, Zen a Palermo – con oltre 80 società e 9.400 tesserati che coinvolgono nell’attività sportiva bambini in situazioni disagiate. Un vero servizio alla comunità in dialogo e collaborazione con diocesi e parrocchie – in particolare con gli oratori – e con le istituzioni.

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