Charlie Gard: mons. Sanguineti (Pavia), “non possiamo essere ambigui nel difendere ogni vita umana”

“Non possiamo essere ambigui nel difendere ogni vita umana”, così monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, in un editoriale dedicato alla vicenda del piccolo Charlie Gard pubblicato su “Il Ticino”, settimanale diocesano in edicola da venerdì 7 luglio.
Dopo aver illustrato la situazione complessiva e spiegato gli aspetti morali e bioetici della vicenda, mons. Sanguineti si sofferma sulla “reazione spontanea di tanta gente” sviluppatasi attraverso innumerevoli iniziative, “come se molti avvertissero che qui è in gioco qualcosa di grande, che Charlie è figlio nostro, e il suo destino ci riguarda, così come le decisioni che si prendono su di lui”. “Tutti avvertiamo che ci sono situazioni limite – prosegue il vescovo -, in cui la medicina sperimenta la propria inadeguatezza e impotenza” ma “intervenire omettendo gli aiuti vitali essenziali” provocando la morte del bimbo “affermando in modo categorico che nessuna alternativa sia possibile, sa tanto di arroganza, e di violenza”. Una strada “pericolosa per il futuro di pazienti e di disabili, di anziani affetti da malattie invalidanti, che finirebbero per essere vittime di quella ‘cultura dello scarto’, tante volte condannata da Papa Francesco”.
Per questo, esorta mons. Sanguineti, “come Chiesa, come discepoli del Signore della vita, non possiamo essere ambigui o pavidi nel difendere ogni vita umana, in qualunque condizione si trovi, e non possiamo tacere per amore della verità e del bene dell’uomo”.
E ricorda Chiara Corbella, la giovane mamma morta di una grave malattia, che già aveva vissuto il dramma della perdita di due figli neonati affetti da una patologia genetica: “Questa è la testimonianza che come cristiani siamo chiamati a offrire in questi giorni così confusi: mentre vogliamo essere accanto ai genitori di Charlie, e difendere il loro diritto di poter accompagnare a una morte naturale, con tutte le cure possibili, il loro piccolo, desideriamo riscoprire e offrire agli uomini e alle donne, nostri compagni di cammino, l’evento di Cristo, sorgente di una speranza invincibile”.

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