Settimana sociale: Confcooperative, “l’autoimprenditorialità cooperativa può generare lavoro libero e partecipativo”

“L’autoimprenditorialità cooperativa, frutto della promozione delle organizzazioni cooperative ma anche spesso dell’impegno ecclesiale tramite la rete del Progetto Policoro, può generare lavoro libero e partecipativo”. È quanto scrive Confcooperative in un documento redatto in vista della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017). Secondo Confcooperative, “si stima che dal 2008 al 2015 il peso occupazionale delle cooperative italiane sia aumentato del +6,1%” a fronte di “una diminuzione di occupati pari all’1,7%” fatta registrare nello stesso periodo dal Sistema Italia. “In media – si legge nel documento – in Italia almeno una cooperativa su 10 è composta prevalentemente da under 35” e “il 24% delle cooperative attive è composto prevalentemente da donne, con un peso maggiore nel Centro e nel Sud”. “Oltre il 6% sono le cooperative composte prevalentemente da migranti”. “Anche nel 2016 – commenta l’associazione – la cooperativa si dimostra una formula imprenditoriale preferita per ‘soggetti svantaggiati’ nel mercato del lavoro”. Tra gli elementi positivi, Confcooperative sottolinea anche che si tratta di un sistema imprenditoriale che “(r)esiste anche in territori deboli” ed “è attento alle esigenze formative”. Secondo l’associazione, “occorre maggior impegno perché dal basso, da territori e comunità è possibile animare, sollecitare e promuovere sviluppo economico non speculativo”. Confcooperative richiama poi “la questione salariale nel nostro Paese”. Guardando al futuro, l’associazione evidenzia che “occorre contribuire a costruire una rete di welfare efficiente ed efficace, guardando sia alla sostenibilità che alla soddisfazione degli utenti, attraverso logiche sussidiarie e mutualistiche”. Altre sottolineature riguardano “la cooperazione agroalimentare”, il “coraggio dei ‘disoccupati’ di mettersi assieme e rilanciare il proprio lavoro, salvando queste realtà e dandone nuova forma” e la “rigenerazione dei territori abbandonati” con “comunità locali che si mettono assieme in forma cooperativa per fornire vari servizi per gli stessi cittadini che si auto organizzano”.

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