Povertà: mons. Nosiglia (Torino), “d’estate i poveri trovano porte chiuse”

D’estate, “i poveri restano spesso dimenticati o trovano porte chiuse anche là dove sono accolti durante il resto dell’anno. E questo aggrava la solitudine di tanti anziani in particolare e i problemi delle persone che normalmente sono assistite e accompagnate”. A lanciare l’allarme è monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, intervistato da Marco Bonatti sul settimanale della diocesi, La voce e il tempo.  “Ho già chiesto alle organizzazioni ecclesiali ma chiedo anche a quelle laiche e alle famiglie di attivare, ovunque possibile, quei servizi di prossimità e vicinato, che chiamo di ‘emergenza solitudine’ simili all’emergenza freddo dell’inverno”, informa l’arcivescovo, secondo il quale “la presenza di questo volontariato sarebbe un segno forte, mostrerebbe il volto di una città capace di continuare a svolgere il suo compito di accoglienza e sostegno solidale per tanti suoi concittadini che ne hanno bisogno”. Tra le azioni concrete “sia nell’ambito del lavoro che della casa e della accoglienza e della promozione integrale di ogni persona e famiglia”, Nosiglia cita “il laboratorio metropolitano avviato in questi mesi e che ha una funzione specifica: accompagnare i giovani sia nella scelta degli studi, sia dopo, nel momento di ricerca del lavoro”, anche attivando “percorsi di imprenditoria giovanile mediante un legame stretto tra formazione al lavoro e welfare”.

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