Media cattolici: mons. Galantino, “non possiamo permetterci il lusso di far venire meno le voci delle periferie”

“Non possiamo permetterci il lusso di far venire meno le voci delle periferie. Questo però non significa che dobbiamo arroccarci in vecchie tecnologie, in vecchie pretese”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, parla della situazione dei media cattolici, in particolare dei settimanali diocesani, in una videointervista pubblicata sul sito web di “Toscana oggi” e rilanciata sull’ultimo numero del settimanale cattolico regionale. Alla domanda sul rischio che molte diocesi diventino afone, il segretario generale della Cei ha risposto notando che “si è afoni se non si vive, se non si testimonia, si è afoni se non si ha il coraggio di vivere il Vangelo, nonostante tutto”. “È chiaro che tutto questo deve essere anche comunicato”, ha aggiunto Galantino, rilevando che “la preoccupazione della Cei e di tutti quanti i vescovi è che non vengano meno queste voci di periferia, nel senso più nobile della parola”. “I giornali diocesani assicurano la presenza, la vitalità del territorio che sfugge, purtroppo, alla grande stampa”, ha ricordato. Secondo il segretario generale, “abbiamo bisogno di aggiornare il nostro modo di essere, il nostro modo di stare, soprattutto tutto il nostro modo di collaborare”. “È volontà, desiderio e preoccupazione dei vescovi non far morire assolutamente – anzi intensificare – la presenza dei settimanali cattolici, delle radio e delle televisioni”, ha assicurato. “Questo però non si risolve soltanto dando soldi, ma soprattutto spingendo verso progetti più articolati, più realistici, più coraggiosi. Di questo ha bisogno ora la nostra stampa”, ha concluso.

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