Iraq: Pala (Focsiv), “la parte Est di Mosul è in pieno fermento per la ricostruzione” ma “le necessità sono enormi”

“La parte Est della città è in pieno fermento. Secondo molti il business della ricostruzione è partito e tutti sembrano volersene prendere una fetta. In realtà, secondo le Nazioni Unite, i finanziamenti stranieri per la ricostruzione o i soldi iracheni, sono lungi dall’essere pronti”. È quanto racconta Marco Pala, volontario Focsiv ad Erbil, in una testimonianza sul recente viaggio a Mosul. Nella “parte Est della città, la prima ad essere stata liberata e quella meno distrutta – spiega – tutti cercano di ritornare sperando che delle case siano rimasti, nella migliore delle ipotesi, almeno i muri ed un tetto; ma per molti ci sono solo polvere, macerie e vite spezzate sotto di esse”. “Il Primo Ministro iracheno – aggiunge – promette che in 10 anni tutto sarà ricostruito, ma mentre parla ancora fumo nero e spari si innalzano dal centro della città”. “Alla vecchia stazione degli autobus, uno dei punti proposti alla distribuzione dei generi di prima necessità – prosegue – quando si arriva, una folla di persone è in fila ad attenderci. La distribuzione è difficile. Come è normale si fa ressa, tutti hanno bisogno, qualcuno forse meno, ma distinguere è difficile, quasi impossibile”. “Le necessità sono enormi – osserva Pala – e il numero di coloro che ritornano in città cresce ogni giorno. Sebbene sappiano di non avere più nulla, neanche un futuro certo, tutti vogliono rientrare nella loro città, ma qui vivere è una scommessa”. “I costi degli alimenti sono quadruplicati, non c’è acqua né elettricità, soprattutto non c’è umanità”. Ci sono poi “le donne oppresse da matrimoni forzati” che “tentano, nei tribunali allestiti in emergenza, di liberarsene. Donne che oltre alle nozze imposte con gli uomini del Califfato hanno subito violenze e vessazioni”. Sul sito humanity.focsiv.it è possibile conoscere e sostenere con donazioni il lavoro di Focsiv e dei suoi soci in Medioriente.

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