Discarica abusiva Aprilia: mons. Semeraro (vescovo), “episodi di questo genere bestemmiano Dio”

“Episodi di questo genere non lodano Dio, ma lo bestemmiano”. Non usa mezzi termini mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, per esprimere il proprio “sgomento” e la propria “condanna” alla notizia della scoperta ad Aprilia (territorio della diocesi) di una discarica per rifiuti pericolosi. Il rinvenimento, effettuato dalle Forze dell’ordine, a seguito di una segnalazione in cui si denunciava un via vai di mezzi pesanti su una stradina di campagna senza via di uscita, anche in orari notturni, ha portato a 22 provvedimenti restrittivi richiesti dalla Direzione distrettuale antimafia ed emessi dal Gip presso il Tribunale di Roma nei confronti dei componenti di un’organizzazione criminale specializzata nel traffico illecito e sversamento di rifiuti pericolosi speciali.

Raggiunto telefonicamente dal Sir, mons. Semeraro dichiara di aver appreso “con sgomento dalle agenzie di stampa la notizia del rinvenimento di un’ampia zona del territorio di Aprilia delittuosamente trasformata in discarica per rifiuti tossici”. Ed aggiunge: “Se il mio primo sentimento di vescovo è di esecrazione verso operazioni di tal fatta, l’altro sentimento è di riconoscenza e gratitudine alle Forze dell’ordine e a quanti hanno lavorato al fine di smascherare tali operazioni e così poter avviare i dovuti e necessari provvedimenti sotto i vari profili, anche penali”. In Regione, prosegue il vescovo, “abbiamo sofferto e stiamo soffrendo per gravi situazioni ecologiche: mi riferisco all’emergenza idrica, le cui cause non potrebbero essere attribuite soltanto alla siccità; penso anche agli incendi dolosi, che nei giorni appena trascorsi hanno distrutto ampie zone boschive e rovinato il territorio”. Quanto ora messo in luce nella zona del Tufetto in Aprilia, afferma Semeraro, “svela la presenza di volontà cattive ben pianificate e astutamente portate in esecuzione. Non c’è chi non ne veda la gravità enorme e i conseguenti danni per la salute dell’uomo e dell’ambiente dove egli abita; chi non senta di lamentare la facilità con cui comportamenti così deprecabili possano compiersi impunemente da molti e per lungo tempo; chi non avverta il bisogno di essere seriamente difeso e tutelato nel suo diritto alla vita, a una vita sana, degna e decorosa”. Nella “Laudato si’”, ricorda il vescovo, Papa Francesco “ha messo il dito anche su episodi così gravi”. In particolare al n. 21 si legge: “La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone”. Purtroppo, conclude Semeraro, “questa analisi sembra adattarsi esattamente a ciò che ora lamentiamo”.

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