Diocesi: Caritas San Benedetto del Tronto, nel 2016 distribuiti oltre 23mila pasti e 9.410 pacchi viveri. Aiutate 3.300 persone

Oltre 23mila pasti, 9.410 pacchi viveri, 3.300 persone aiutate e 65 volontari all’opera. Sono alcuni dei numeri forniti oggi, nel corso di un incontro con la stampa, dalla Caritas diocesana di San Benedetto-Ripatransone-Montalto per un bilancio dell’attività dell’anno 2016, nel quale si è registrato un aumento del 20,68% del numero dei pasti forniti. Durante la conferenza stampa è emerso un quadro completo sulla situazione delle povertà nel territorio e sulle tante risorse messe in campo sul fronte sociale in vari settori. Diversi i servizi a disposizione degli utenti della Caritas: centro di ascolto, servizio docce, vestiario, accoglienza, cucina, viveri, casa accoglienza donne, sportello lavoro uomini, sportello legale e anche un poliambulatorio con diverse specializzazioni. Molti i progetti in campo anche per quest’anno. In cantiere anche l’apertura di due strutture a San Benedetto e Monteprandone destinate ai papà separati e ai giovani senza dimora. Presenti all’incontro il vescovo, mons. Carlo Bresciani, il direttore della Caritas, don Gianni Croci, e il direttore delle Comunicazioni sociali, Fernando Palestini. “Lo scopo di questo incontro è prendere coscienza di quante persone alla Caritas prestano servizio da volontari in aiuto dei più poveri e dei più bisognosi all’interno della nostra diocesi – ha affermato il vescovo Bresciani -. Grazie alle varie donazioni che vengono dalla diocesi e dalla Chiesa italiana attraverso l’8 per mille, riusciamo, ad esempio, a distribuire in un anno circa 23mila pasti solo a mezzogiorno, senza contare la cena e il vestiario. Quindi, l’incontro di oggi è un dire un grazie sincero a chi sta lavorando in Caritas. Credo che tutta la società possa riconoscere che il servizio dei volontari va a beneficio non solo della Chiesa, ma di tutta la cittadinanza”.
Ciò che ha caratterizzato l’impegno della Caritas dall’agosto del 2016 è stato il sisma che ha prodotto i suoi effetti più negativi sul territorio con le scosse di ottobre. A novembre scorso è stata attivata una strategia d’intervento per essere vicini alle comunità accolte sulla costa e alle parrocchie dell’entroterra con i centri storici chiusi e le diverse case lesionate. Sono stati formati gruppi di volontari nei territori di accoglienza sulla costa e proposti gemellaggi per la zona interna. Particolare attenzione è stata data alle cittadine di Montemonaco, Comunanza, Cossignano, Montelparo, Force e Rotella. La chiesa dell’Immacolata sul lungomare è stata il punto di riferimento per la comunità di Accumoli–Amatrice. Ogni giorno la comunità ha potuto incontrarsi per la preghiera e la celebrazione eucaristica. Supporto concreto è stato fornito anche alle imprese dell’entroterra colpite dal sisma, agli anziani e alle comunità locali. Molti i volontari giunti da tutte le regioni per aiutare le popolazioni in difficoltà.

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