Omicidio stradale Valsusa: don De Faveri (settimanale diocesano), “sulle strade possiamo in un attimo impazzire e fare cose incredibili”

L’incidente mortale di domenica scorsa, sull’ex statale 24, a Condove, in Val di Susa, è “un segno evidente di come sulle nostre strade possiamo in un attimo impazzire e fare cose incredibili”. Ad affermalo è don Ettore De Faveri, direttore de “La Valsusa”, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano. “Ma perché al volante cambiamo natura? E perché ci mettiamo al volante se non siamo, come dire, a posto?”, si chiede il direttore. “Gli incidenti stradali succedono”, osserva. “Ma quello di domenica a Condove – domanda – è semplicemente un incidente o è altro?”. “Tutto fa pensare che sia altro”, rileva il direttore. “In base a una ricerca dell’Università di Leeds, circa il 25% degli automobilisti mette in atto abitualmente comportamenti aggressivi: suona il clacson, lampeggia, gesticola, urla, si avvicina pericolosamente all’altra auto”. “Nel traffico – aggiunge – scatta una sorta di competizione fra guidatori: uno studio dell’Università di Stoccolma rivela che il 90% dei patentati si giudica più abile della media”. “Anche chi è pacato può diventare aggressivo alla guida, ma si arrabbia più spesso chi è impulsivo. Se poi una persona è alterata per esempio dall’alcool, allora chi guida non è più padrone di se stesso”. “Ecco perché – conclude – una domenica pomeriggio si può morire così improvvisamente a 27anni, tornando a casa, dopo una giornata in moto con il proprio ragazzo. Assurdo. Ma vero, purtroppo”.

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