Diocesi: mons. Olivero (vescovo eletto Pinerolo), “desidero una Chiesa che sa parlare al cuore, che dialoga con i non credenti e aperta ad altre confessioni”

“In punta di piedi desidero entrare in casa vostra per darvi un abbraccio e sedermi attorno al tavolo per ascoltare ciò che portate in cuore: affetti, fatiche, lutti, rabbie, sogni. Presto verrò a condividere la vita con voi”. Così mons. Derio Olivero, nominato venerdì scorso vescovo di Pinerolo, si rivolge alla comunità ecclesiale di cui è stato chiamato ad esserne guida in un messaggio pubblicato dal settimanale diocesano fossanese “La Fedeltà”. “La Chiesa – scrive – deve lottare per aprire le porte, aprire le menti, annullare le dogane nel nostro cuore e nelle nostre comunità”. “Desidero una Chiesa che parla il linguaggio della vita quotidiana, che sa parlare al cuore degli uomini e delle donne di oggi”, proseguo mons. Olivero. “Una Chiesa che impara da tutti – aggiunge – perché consapevole che Dio è al lavoro anche al di fuori dei nostri ‘giri’”. “Una Chiesa che dialoga con i non credenti”, “aperta alle altre confessioni, in particolare ai fratelli valdesi e in dialogo con le altre religioni”, prosegue. “Sono grato e felice di essere un cristiano cattolico – rivela – e lotterò con voi perché la fede che i padri ci hanno regalato continui nelle terre pinerolesi”. “Ma so – continua il vescovo eletto – che essere cristiano significa essere discepolo di Cristo che si è fatto regalo per tutti ed essere cattolico significa essere capace di universalità, di apertura; capace di stare sulla soglia senza pregiudizi” e “di tenere insieme i pezzi della nostra vita, della società e del mondo”. “Proverò, con molta umiltà, ad essere credente con voi – assicura – e ad annunciare la Bella Notizia con gioiosa passione”. “Chiedo ai credenti di pregare per me”, conclude, e “a tutti di aiutarmi a camminare con voi”.

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