Incendi a Messina: don Siracusano (diocesi), “tutti noi dobbiamo essere artefici di una ‘conversione ecologica’”

Vicinanza alle famiglie che hanno subito danni e l’appello forte ad una “conversione ecologica”. Mentre ancora Messina fuma, attanagliata in un inferno di fuoco durato oltre le 24 ore, dalla curia si leva la voce di sostegno e accompagnamento, ma anche di condanna. “Le autorità parlano chiaramente di natura dolosa di questi incendi – dice don Sergio Siracusano, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, la salvaguardia del Creato, la giustizia e la pace – e immaginare che qualcuno possa accendere fuochi per ottenere vantaggi futuri è una possibilità che purtroppo non si può scartare”. Sebbene gli incendi estivi non siano una novità nel Messinese, “quest’anno, però, hanno minacciato seriamente, più che nel passato, anche alcune abitazioni delle periferie costringendo alcune famiglie ad abbandonare le case. È emergenza”. Il riferimento di don Siracusano è ai 14 roghi chiaramente individuati sulle colline intorno alla città, che hanno anche distrutto parecchi pali della luce togliendo la corrente elettrica alle pompe che servono i serbatoi idrici e in molti centri collinari non arriva l’acqua. La luce è stata staccata in via precauzionale durante le operazioni dei canadair. In città aria irrespirabile e pioggia di cenere che arriva dalle colline. E ancora c’è stato lo sgombero della cittadella universitaria dell’Annunziata, la chiusura della galleria di collegamento tra Giostra e Annunziata e dell’autostrada Messina-Catania in entrambe le direzioni di marcia.
“Dinanzi a tale devastazione a causa di mano di piromani restiamo tutti senza parole – dice il sacerdote – e ci sentiamo inerti vedendo a quale punto di degrado è giunto l’uomo”. Il direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro, la salvaguardia del Creato, la giustizia e la pace ringrazia, a nome della Chiesa locale, i vigili del fuoco e la protezione civile che “hanno espresso ancora una volta grandi capacità umane e professionali per evitare che il fronte degli incendi, giunto anche a 800 metri di lunghezza, potesse produrre danni peggiori”. Anche il nucleo diocesano di Protezione civile della Caritas è stato presente accanto alle famiglie provate. Per queste, parole e gesti di vicinanza. Ma non manca l’appello accorato ad un cambiamento. “Tutti noi dobbiamo essere artefici di una ‘conversione ecologica’ – dice don Siracusano -, ognuno di noi deve ricordarsi delle proprie responsabilità verso i fratelli e verso il mondo che insieme abitiamo e deve rinnovare l’impegno di un rinnovamento di mentalità, di attenzione, di sensibilità, di azione che deve partire anche dalle nostre parrocchie, specialmente dai ragazzi dei nostri oratori”.

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