Charlie Gard: Gontero (Agesc), “cosa succederà se i tribunali sono così solerti a togliere la potestà genitoriale?”

“I genitori di Charlie, che si sono battuti da subito contro la decisione dell’ospedale di ‘staccare la spina’ al figlio, sono stati di fatto esautorati nel primo grado di giudizio in quanto ‘emotivamente coinvolti’: al loro posto la corte ha nominato un tutore, che da allora decide al posto loro cosa sia bene o meno per il loro figlio”. Lo scrive in una nota Roberto Gontero, presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche). Per Gontero “sorprende anche quanto tutto questo sia stato sentenziato dalle corti ripetendo il mantra che fosse ‘nel miglior interesse del bambino’: da quando la morte è il migliore interesse di un essere umano? Da quando negare la speranza di una cura, seppur sperimentale, può essere nel miglior interesse di un malato?”. “Come genitori – prosegue il presidente dell’Agesc – non possiamo che plaudire alla moltitudine di coloro che in questi mesi, e in particolare in questi ultimi giorni, hanno dato la loro voce e il loro tempo per sostenere la battaglia dei coniugi Gard per salvare il figlio Charlie, che hanno scosso le coscienze e puntato i riflettori sul caso sotto un’altra luce, lontana dal politicamente corretto che troppo spesso soffoca e inaridisce il dibattito, soprattutto quando si tratta di temi eticamente sensibili”. Nelle “ultime ore – aggiunge Gonero – è emersa la possibilità di tentare una terapia vera per Charlie Gard. Ora che sappiamo che una speranza per il piccolo Charlie esiste, non possiamo che auspicare che le corti rivedano la loro sentenza, e concedano al piccolo Charlie la possibilità di essere curato”. Per “noi genitori – conclude il presidente dell’Agesc – resta aperto un interrogativo ancora: se i tribunali sono così solerti a togliere la potestà genitoriale in casi tragici come questo, dove qualcuno può prendere la decisione di togliere la vita a tuo figlio mentre a te vengono di fatto legate le mani, cosa succederà in tutti gli altri casi in cui siamo coinvolti come tutori e primi educatori dei nostri figli?”.

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