Anniversario Srebrenica: don Sacco (Pax Christi), “doveroso ricordare e non dimenticare” perché “le scelte di guerra continuano a essere le più vincenti”

“11 luglio 1995, massacro di Srebrenica. Oltre 8mila persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare. Soprattutto non dimenticare le vittime”. Così don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, nel 22° anniversario del massacro di Srebrenica, perpetrato durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina. “Ho avuto modo di incontrare in questi anni alcuni familiari delle vittime di Srebrenica”, aggiunge don Sacco. “Sempre quando si guarda a una guerra bisogna partire dalle vittime”. Per il sacerdote, bisogna “ricordare però che simili tragedie non avvengono ‘per caso’. Ci sono delle responsabilità, e ormai dopo 22 anni, volendo, si sanno”. Inoltre, è necessario “ricordare e guardare anche alle guerre di oggi, partendo dalle vittime”. “Perché – osserva – se le guerre le fanno gli altri, è più facile condannarle. Se siamo coinvolti in qualche modo anche noi è più difficile averne notizia ed è più difficile condannarle: Afghanistan, Iraq, Yemen”. “Migliaia di vittime civili in questi ultimi due anni”, ricorda don Sacco. “Bombardamenti da parte dell’Arabia Saudita anche con bombe made in Italy. Da tanto tempo lo denunciamo: bombe della Rwm di Domusnovas, in Sardegna, continuano a partire per Riyad”. “Molti oggi faranno memoria del massacro di Srebrenica e avranno parole di condanna e impegno perché certe cose non succedano più. Poi però – ammonisce – le scelte di guerra continuano a essere quelle più vincenti”. “La politica non ha messo in agenda il ripudio della guerra. Anzi, l’export di armi aumenta. Le spese militari per il 2017 in Italia – denuncia don Sacco – sono di 23 miliardi, 40mila euro al minuto”.

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