Elezioni Regno Unito: Colantoni (Iai), “miracolo di Corbyn”. “Situazione complessa” per futuro governo. Incertezza sul Brexit

“Jeremy Corbyn ha quasi fatto un miracolo; il leader del partito laburista britannico è riuscito a cambiare il risultato di un’elezione anticipata indetta a sorpresa dal primo ministro conservatore Theresa May lo scorso 18 aprile”. Lorenzo Colantoni, ricercatore dello Iai (Istituto affari internazionali), commenta a caldo i risultati delle elezioni britanniche. “Nei primi sondaggi, c’era un distacco di oltre venti punti tra il suo partito e quello conservatore. I risultati finali, danno ai laburisti solo una cinquantina di seggi in meno rispetto ai tories e i numeri per potere fare addirittura un governo con l’eventuale supporto del partito nazionale scozzese, l’Snp, in netto calo, e dei liberal-democratici. La May sperava di riuscire quasi a spazzare via i laburisti da Westminster e, invece, Corbyn e i suoi ne escono rafforzati”. Se il quadro è, secondo Colantoni, “positivo per Corbyn”, la situazione “rimane complessa per il Regno Unito in generale”. “Il risultato che emerge è un hung parliament, cioè una composizione del Parlamento in cui nessun partito ha la maggioranza e bisogna quindi ricorrere a una coalizione di governo, oppure ad alleanze ad hoc su questioni centrali come il budget. E sussiste la possibilità di ulteriori elezioni, nel caso in cui né la May né Corbyn fossero in grado di formare un governo con la fiducia dalla Camera dei Comuni”.
Quindi, alla luce delle elezioni, “l’incertezza più grande riguarda i negoziati per la Brexit, che dovrebbero iniziare il 19 giugno. Il risultato paradossale di queste elezioni è così quello di lasciare il Regno Unito senza una chiara guida nelle trattative per l’uscita dall’Unione, nonostante il voto fosse stato indetto alla ricerca appunto d’una strong and stable leadership perché la May voleva avere una mano forte nel Brexit”.

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