Musei ecclesiastici: a Cortona la mostra itinerante “rinascere dal dolore”

Si chiama “Rinascere dal dolore”, ed è l’esposizione itinerante di un’opera di Claudio Parmiggiani per evidenziare l’impegno dei musei ecclesiastici verso il sociale e l’arte contemporanea. La tappa cortonese verrà presentata domani, alle ore 11, al Museo diocesano del Capitolo di Cortona, alla presenza dell’assessore alla Cultura del comune di Cortona Albano Ricci, di don Simone Costagli, parroco della concattedrale di Cortona e di Serena Nocentini, direttore delle Ufficio diocesano dei beni culturali. L’opera – si legge in un comunicato – è stata commissionata dall’ Amei (Associazione Musei ecclesiastici italiani) a Claudio Parmiggiani, uno dei più significativi esponenti del panorama artistico internazionale, per farne dono – in occasione della tappa finale a Palermo – alla Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote siciliano vittima della mafia. Svelata in anteprima a Milano presso il Museo san Fedele lo scorso 27 marzo, l’opera sta attraversando tutta l’Italia in una simbolica staffetta, in tredici tappe, da Nord a Sud, in occasione del ventennale della nascita di Amei. “Un’opera in viaggio attraverso l’Italia, da Milano a Palermo. Una sorta di testimone per attestare che i musei ecclesiastici accolgono le sfide che il nostro tempo ci lancia. Perché conservare il patrimonio storico artistico non basta: occorre entrare nel perimetro del contemporaneo, sperimentarne i linguaggi per far sì che l’arte continui a essere quella porta invisibile dove ritrovare la dimensione spirituale dell’esistenza”, sottolinea Domenica Primerano, presidente dell’Amei. “Abbiamo scelto Claudio Parmiggiani per realizzare l’opera che sarà donata alla Casa Museo Puglisi di Palermo perché la sua arte, un atto di resistenza civile come la definisce l’artista, è una meditazione sull’uomo. La stessa che i nostri musei vogliono promuovere, connotandosi come luoghi di riflessione dove formare una coscienza morale, civile e intellettuale per vivere consapevolmente il presente e le sue contraddizioni”. L’opera è stata ideata pensando alla sua destinazione finale, la Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi di Palermo, ucciso dalla mafia il 15 Settembre del 1993:

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