Diocesi: mons. Santoro (Taranto), Rinnovamento carismatico cattolico “fermento di conversione”

La difesa della sacralità vita in ogni situazione, anche nella malattia, la salvaguardia della salute e del diritto al lavoro in una città assillata da tanti problemi, l’appello al voto per il rinnovo del consiglio comunale in obbedienza alla propria coscienza e alla dottrina sociale della Chiesa: sono stati ieri sera gli argomenti toccati nell’omelia dell’arcivescovo della diocesi ionica Filippo Santoro, in occasione della celebrazione eucaristica per i 50 anni del Rinnovamento carismatico cattolico, presente in diocesi con le sue varie espressioni da circa trent’anni. Oltre mille i presenti nella parrocchia Santo Spirito, appartenenti a gruppi e comunità della diocesi. Lo sventolio di centinaia di fazzoletti rossi, richiamanti il fuoco dello Spirito Santo, ha salutato la processione introitale con mons. Santoro e gli altri sacerdoti concelebranti. Dopo aver definito il Rinnovamento carismatico “fermento di conversione” per moltissime persone, l’arcivescovo ha ricordato la sua partecipazione a Roma domenica scorsa alla santa messa di Pentecoste con papa Francesco: nella stessa giornata ha celebrato in San Paolo fuori le Mura con circa cinquemila carismatici brasiliani della comunità “Gesù Buon Pastore”, che seguiva nella chiesa di Nostra Signora di Copacabana, da sacerdote “fidei donum”. “Per me è stato quasi un ritorno a casa”, ha detto. A proposito della necessità di una nuova evangelizzazione ha poi ricordato il dovere per ogni cristiano della testimonianza della fede nella vita quotidiana.

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