Parità scolastica: Cnsc, per formazione professionale “piano nazionale” e “risorse finanziarie stabili e certe”

“Lo Stato continua a non tutelare il diritto all’istruzione e formazione che pure è formalmente promesso agli allievi che frequentano o che intenderebbero frequentare i percorsi della Iefp (Istruzione e formazione professionale), così frustrando ed impedendo di fatto la libertà di scelta educativa delle famiglie”. E’ quanto si legge nel documento “Autonomia, parità e libertà di scelta educativa”, elaborato dal Cnsc (Consiglio nazionale della scuola cattolica) e diffuso oggi. I percorsi di Iefp sono infatti attivati soltanto in alcune Regioni, enti cui la Costituzione riconosce competenza esclusiva in materia. Tra le richieste del Cnsc, un sistema omogeneo di unità di costo standard (Ucs), determinato secondo criteri oggettivi di efficienza e qualità del servizio erogato e basato su precisi indicatori; la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep); il rafforzamento degli strumenti nazionali di raccordo tra i diversi livelli istituzionali coinvolti (a partire dal ministero del Lavoro); un più efficace collegamento con il mondo del lavoro e delle professioni. Per il Cnsc, “occorre poi assicurare effettivo valore nazionale ai titoli delle Regioni” e attribuire in ogni regione “risorse finanziarie specifiche, stabili e certe alla Iefp, sulla base di una programmazione pluriennale – almeno triennale – che consenta di dare sufficiente continuità all’erogazione dei percorsi formativi”. Anche a questi allievi occorre garantire il diritto allo studio, sia estendendo anche a loro le misure previste per i ragazzi che vanno a scuola, sia con “sgravi fiscali per le imprese che investono nei laboratori”.

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