Sport: Mari (pedagogista), “disciplinare l’aggressività” per eliminare la violenza

“Il problema della violenza nello sport non è grave soltanto perché accadono eventi violenti, con tutte le loro conseguenze, ma perché non si riesce più ad accedere alla lettura simbolica dell’evento sportivo”. Lo ha detto Giuseppe Mari, ordinario di Pedagogia generale nella facoltà di Scienze motorie sportive dell’Università Cattolica di Milano, intervenendo oggi alla presentazione della rivista “Pedagogia e vita”, dell’Editrice Studium, che nella sua nuova veste grafica e nella periodicità quadrimestrale esordisce con un numero monografico dedicato a “Sport e educazione”. “Lo sport fornisce la disciplina del comportamento, attraverso una competizione che si concorda con la collaborazione”, ha spiegato l’esperto, secondo il quale “la sfida educativa non è rimuovere, ma disciplinare l’aggressività: l’aggressività disciplinata conduce alla forza, l’aggressività indisciplinata conduce alla violenza. Alla forza, infatti, è associata la capacità di costruire, mentre alla violenza la capacità di distruggere”. La disciplina del comportamento, dunque, tipica della pratica sportiva è per Mari “la leva da azionare per avere la capacità di affrontare la sfida della violenza, e anche della devianza, avendo chiaro però la specificità del gesto sportivo e la specificità del gesto educativo”.

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