Banche venete: mons. Tessarollo (Chioggia), “nessuno sapeva nulla?”. Ora occorre “seria assunzione di responsabilità”

“Da quanto tempo tutti i responsabili politici ed economici pubblici ci vanno dicendo che non c’è da preoccuparci, che le nostre banche sono a posto, sono solide e sicure e che i risparmiatori possono stare tranquilli? Non sapevano proprio nulla?”. A sollevare l’interrogativo sul “caso banche venete” è mons. Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia, in un commento pubblicato sul numero in uscita del settimanale diocesano “Nuova Scintilla”. Il presule si chiede come sia possibile che dirigenti, consulenti e dipendenti di queste banche non abbiano “mai capito o saputo niente di quanto da anni stava succedendo” e che nessuno abbia mai parlato. “Un po’ più cattivella – aggiunge – mi sorge la domanda su quanti funzionari, dirigenti, consulenti, direttori o altro di queste banche abbiano perduto i loro risparmi o capitali per aver fatto di quegli investimenti che proponevano ai clienti”. Il presule invita, fra l’altro, a pensare “al prezzo pagato da quegli imprenditori piccoli o grandi che hanno perso l’azienda perché la banca ha negato loro i prestiti, o a quelli che hanno perso la casa perché la banca l’ha pignorata e venduta all’asta, o a quanti, anche qui in Veneto, hanno perso la vita per la disperazione di essere finiti nel lastrico, non solo per loro colpa”. “So – conclude – che il discorso è duro, ma la cosa merita una seria e veritiera riflessione e assunzione di responsabilità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy